La sezione Design Ceramica del Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”, per la 58esima Mostra della Ceramica di Castellamonte presenta, fra gli altri progetti didattici, quello rivolto all’uso delle nuove tecnologie per la realizzazione di forme tridimensionali. Una didattica innovativa che utilizza nuovi linguaggi espressivi progettuali e laboratoriali, una didattica che non va a sostituire quella tradizionale ma la affianca e la arricchisce.

Protagonista degli ultimi anni, ma nata nel secolo scorso è la nuova tecnologia del digitale, che si avvale di software sofisticati per la progettazione e stampanti 3D in grado di dare vita a modelli e prototipi di notevole complessità e precisione. Una progettazione altra per nuove visioni, un design che segue i cambiamenti in atto e che si pone l’obbiettivo di migliorare le qualità funzionali ed estetiche della vita.

Per essere più chiari portiamo l’esempio degli edifici progettati dagli architetti, Zaha Hadid, Santiago Calatrava, Franch Owen Gehry, di fama indiscussa, che sarebbero impensabili senza la progettazione a computer con software di modellazione tridimensionale. Architetture trattate come opere plastiche, molto articolate, e al contempo fluide, dinamiche che consegnano soluzioni nuove di rigenerazione urbana e di sviluppo ecosostenibile.

La progettazione a computer ha reso possibile anche nel mondo degli oggetti di creare volumi geometricamente elaborati con un’immensità di nuove forme, prima non concepibili in una produzione di pezzi unici o di piccola/grande serie, soluzioni inedite grazie alle nuove tecnologie.

Di fatto la diffusione delle stampanti 3d ha generato reazioni contrapposte sull’argomento. Da una parte chi esalta con enfasi le tecnologie di stampa tridimensionale come fossero la “bacchetta magica” capace di cambiate il futuro del design e questo sappiamo bene che non è, a fianco del mezzo espressivo ci deve essere la creatività, la conoscenza dei materiali, le attenzioni legate alla funzionalità, all’utilizzo, all’estetica, ecc.. dell’oggetto. Dall’altro chi invece legge questo fatto come un attacco frontale al lavoro artigianale, del “saper fare”.

Nell’immaginario comune è ancora difficile riconoscere come artigianale un oggetto  stampato in 3D, ma dopo la ricerca e la sperimentazione intrapresa, che potete constatare dai prototipi presentati dagli studenti della classe VB Design Ceramica, posso affermare che questo è. Conoscere e utilizzare la nuova tecnologia per arricchire piuttosto che sostituire le tecniche tradizionali, è parte di un movimento che la scrittrice Lucy Johnston ha definito il fatto a mano digitale” – i designer che utilizzano tecniche digitali emergenti per creare oggetti desiderabili.   

Il punto di partenza è un modello virtuale, matematico, elaborato a computer con il programma di Rhinoceros 5.0 o CAD 3D, da cui si genera un file STL (che descrive l’oggetto progettato attraverso una serie di triangoli), dopo una verifica con un altro programma, CURA, sulla correttezza dell’elaborato progettuale si procede alla produzione del prototipo disponendo un GCODE, ovvero suddividendo l’oggetto in layer (strati). Terminata la costruzione del prototipo, che nel caso della Stampante 3D clay va seguita, sono necessari dei trattamenti di rifinitura e completamento, ad esempio per eliminare l’effetto lamellare, o applicare parti di decori plastici.

In argilla, il manufatto e la sua superficie raccolgono la luce creando textures che attraverso l’applicazione di ossidi, smalti colori ceramici e le cotture, diventa morbida agli occhi, e al tempo stesso dinamica, con particolari infattibili a mano che vengono resi possibili dal processo digitale. Oltre ai vasi abbiamo esplorato una serie di rivestimenti in ceramica  come piastrelle a basso rilievo che potrebbero servire come prototipi per sistemi di rivestimento in ceramica per l’edilizia. I componenti di rivestimento sono progettati per essere resistenti agli agenti atmosferici, sono sostenibili e possono creare “una pelle” dell’edificio decisamente unica e di alto valore estetico oltreché funzionale come barriera all’acqua. Il campo per le applicazioni specifico all’argilla è davvero enorme:

  • Design ceramica
  • Architettura
  • Oreficeria
  • Automotive
  • Arte
  • Beni culturali
  • Settore medicale
  • Settore spaziale
  • Modellismo
  • Gadget

La potenzialità espressiva aumenta con l’utilizzo di estrusori e materiali diversi. Alla fine del mese corrente (agosto 2018), presso il MIC (Museo Internazionale della Ceramica) di Faenza verrà presentata la nuova stampante 40/100 Clay della Wasp. La stampa 3D in ceramica è uno degli argomenti più attrattivi relativamente alle tecnologie di Stampa 3D, fulcro di sperimentazioni e ricerca sulla piccola e sulla grande scala da diverse aziende come WASP a cui noi ci siamo rivolti come riferimento, non solo per l’innovazione della loro tecnologia ma per i contenuti del loro pensiero. WaspProject,  teorizza un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile, per realizzare unità abitative mediante i materiali reperibili sul posto, come argille e fibre, ma anche scarti di lavaggio delle sabbie e altro: il tutto a km0, autoprodotto, economico ed ecologico (non ci sono emissioni legate alla cottura di cementi o laterizi, nonché di trasporto) e senza dipendere da lontani fornitori o da mercati dove il prezzo è di fatto deciso da pochi fornitori in regime di oligopolio. 

La realtà del digitale fino a qualche decennio fa era considerata “visionaria”, il suo è un percorso ancora in fase di ricerca ma lo sviluppo è esponenziale e ormai sono innumerevoli i contesti di applicazione quindi anche la formazione didattica deve occuparsene per dare agli studenti un adeguato approccio al mondo professionale e lavorativo. Di pari passo con le indicazioni e le politiche amministrative del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) si rende necessario porre l’attenzione alla nuove tecnologie, l’aggiornamento, la sperimentazione e la ricerca che sono fondamentali, ma non va dimenticato che all’origine di tutto servono buone fondamenta per il pensiero progettuale creativo, attento alle necessità delle persone, con adeguate conoscenze dei materiali e delle differenti fasi laboratoriali che siano in grado di migliorare l’offerta formativa.  Questa è la formazione didattica intrapresa.

Agosto 2018                         Docente referente Design Ceramica: Prof.ssa Sandra Baruzzi

Dirigente Arch. Antonio Balestra
Docenti di sezione: Prof.ri davide Quagliolo, Ornella Vassalli
Collaborazioni esterne: Prof.re Guglielmo Marthyn e tecnici Wasp.
Alunni classe VB Design Ceramica: Anna Ardissone, Sofia battuello, Ayrin Bruno, Carola Caielli, kevin Carvelli, Irene Cena, Sara Costa, Federico d’agostino, Federica Jon, Pietro Marchetti, Ottavia Spezzano, Simona Zavattaro

 

Design digitale e stampante 3D